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Lo
sport a Rionero, sin dalla metà dell'ottocento ha vissuto momenti
esaltanti, per la passione di giovani atleti guidati da dirigenti appassionati
e competenti.Agli inizi del ventesimo secolo, varie furono le manifestazioni
sportive organizzate specialmente in occasione delle feste patronali:
corse di cavalli, battute di caccia ai cinghiali e caprioli, sfide ciclistiche
sulle strade, Rionero - Venosa, Rionero - Atella, Rionero - Melfi, competizioni
pugilistiche e straordinarie esibizioni di atletica leggera fra giovani
del circondario, nonchè quelle di alcuni campioni di alto livello
come il lottatore Franz Murnhà, effettuate negli spiazzi o nei
giardini di nobili palazzi. Dopo il primo conflitto mondiale la voglia
di ripresa e l'amore per lo sport di Carlo Sforza, Mauro Corona, Antonio
Amorosino, Giuseppe Vorrasi, Nicola Russo, Alfonso Prisco, Nicola Corona
ed altri portarono alla nascita della prima società sportiva rionerese,
nel gennaio del 1921, alla quale venne dato il nome di "Vultur Circolo
Sportivo". Dal 1923 al 1926, al campo delle Forche, attuale Centro
Sociale "Pasquale Sacco" i solerti dirigenti della Vultur organizzarono
i primi convegni lucani di atletica leggera con le altre neosocietà
della zona, come lo Sport Club Lucano Potenza di Alfredo Viviani, la Ugo
Frigerio di Melfi, la Vitalba di Atella e occasionalmente Plotoni di Fanteria
militare di stanza nel capoluogo. Molti furono i giovani a mettersi in
evidenza nelle varie discipline sportive, accrescendo l'interesse dei
Rioneresi per lo sport che, sempre più, esaltava le gesta di atleti
di razza come i podisti Michele Lovallo, Vincenzo Sigillito, Arcangelo
Asquino, i velocisti Giuseppe Vorrasi, Antonio Amorosino, Pasquale Corona,
Pallante, Prisco ecc.. Per oltre un decennio, la società sportiva
operò nei settori dell'atletica, del ciclismo e del pugilato fin
quando, agli inizi degli anni trenta, incominciò ad interessarsi
del calcio dando vita ad incontri amichevoli sul campo di "Serro
San Francesco", donato nel 1926 dal senatore Giustino Fortunato al
Comune di Rionero, dove il pubblico numeroso ed entusiasta apprezzava
le prodezze dei bravi calciatori locali: Michele Consiglio, Angelo e Vito
Amorosino, Giuseppe Argentino, Carmine Paolino, Francesco Bocchetti, Dario
Volonnino, Giovanni Plastino, Dario Anastasia e così via. Finita
la seconda guerra mondiale, tra il 1946 e 1947 Pasquale Corona con pochi
amici sportivi incominciò ad organizzare "scuole di calcio"
per giovanissimi, i famosi “Pulcini” e “Boys”
che nel giro di qualche anno si sarebbero rivelati dei veri campioni,
fra i quali Antonio Nigro, Donato Vucci, Donato Di Battista, Antonio Di
Lonardo, Donato Martiello, Nino Bruscella, Angelo Domenico Libutti, Titino
Di Lonardo ed ancora Francesco Amorosino, Giulio Postiglione, Ciccillo
Asquino, Gennaro Calice, Eugenio Brienza, Umberto Cappiello, Mario Grieco,
Lillino Brenna, Vito Caposicco, Michele Sacco, Venanzio Aloè, Domenico
Frascolla e via dicendo, che bene avrebbero fatto nei campionati regionali
Lucani dal 1950 in poi, portando il Circolo Sportivo Vultur a traguardi
lusinghieri fino a disputare, per la prima volta, nel 1958/59 il difficile
campionato di Quarta Serie D, grazie alle qualità tecniche di altri
valenti calciatori locali come Michele Iannetta, Falino Grieco, Gigetto
Vorrasi, Aldo Scatorchia, Elio Brancaleone, Franco Sasso, Giovanni Pannone,
Domenico Frascolla, Giuseppe Cicchiello, Giuseppe Libutti. Dal dopoguerra
fino alla fine degli anni settanta, Rionero ha vissuto, alti e bassi nel
campo calcistico sempre sotto l’appassionata dirigenza e incrollabile
tenacia di Pasquale Corona, unico vero grande sportivo al quale nel 1993
l'Amministrazione Comunale ha giustamente intestato lo stadio, a riconoscenza
dell'Opera gigantesca svolta dall'uomo simbolo dello sport Rionerese,
specie verso i ragazzi e i giovani, educandoli alla lealtà sportiva,
al valore dell'amicizia, all'impegno socio-culturale e all'amore per lo
sport in genere. Da un ventennio il Circolo Sportivo Vultur, vive momenti
altalenanti nel calcio e, da nove anni, naviga nelle acque stagnanti di
campionati regionali di Eccellenza, senza infamia e senza lode forse anche
per il disinteresse degli sportivi e di spettatori sfiduciati. La speranza
è che Rionero, quanto prima, possa assurgere a palcoscenico più
importante, non disdegnando di sostenere i giovani calciatori locali e
cercando di sensibilizzare sportivi ed appassionati per costituire una
società vera, ben organizzata con programmi seri ed idee chiare. |
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