Nel firmamento sportivo di qualsiasi società calcistica ci sono mementi di grande entusiasmo, di successo e quelli di drammatiche crisi, inevitabili disfatte; anche così per la "Vultur" di Rionero, una delle squadre di calcio più competitive e preparate della Basilicata. Le esperienze semiprofessionistiche in serie D sono state, in quasi quaranta anni di attività calcistica, nel 1958/59, nel 1973/74, nel 1979/80, nel 1992/93 e 1993/94. La stagione calcistica 1957/58 segnò una tappa importantissima nella storia del calcio rionerese. Sotto la rinnovata dirigenza, (a luglio anche per motivi economici si erano dimessi il presidente Amorosino Alberto, il vice dottor Michele Labella ed altri fra i quali Plastino Nicola e Cappiello Donato) con il commissario Pasquale Corona e i consiglieri Amorosino rag. Francesco e Volonnino Ins. Dario, si registrò per i colori bianconeri un ottimo campionato sotto la guida tecnica di Gerardo Marino di Potenza. Infatti la Vultur si impose nel proprio Girone A di promozione e acquisì il diritto allo spareggio con il Bernalda, vincente del Girone B, per designare la squadra che avrebbe partecipato al campionato di serie D. L'attesa per le finali fu spasmodica, il paese intero si mobilitò per sostenere i propri beniamini con un tifo eccezionale per approdare alla vittoria. Le date dei due incontri, andata e ritorno, furono fissati dalla Lega Calcio per il 27 aprile a Rionero e 4 maggio a Bernalda. La partita di andata fu vinta dal Rionero per uno a zero con rete segnata da Libutti Giuseppe alla presenza di oltre duemila spettatori per un incasso di L. 137.740; a Bernalda l'incontro vide il Rionero sconfitto per due a uno (rete di Zaccardi), sicchè tutto venne rinviato a uno spareggio per designare la vincente. Tale gara si svolse il15 maggio 1958 allo stadio Viviani di Potenza in una cornice spettacolare di pubblico e tifosi delle rispettive compagini. Il Vultur Rionero superò di gran lunga gli avversari con una gara ineccepibile sotto tutti gli aspetti vincendo tennisticamente per cinque a uno. I campioni lucani, nella loro intelaiatura standard, avevano schierato Scatorchia Aldo, Pannone Giovanni, Frascolla Domenico, Iannetta Michele, Grieco Raffaele, Cicchiello Giuseppe, Vorrasi Luigi, Brancaleone Elio, Sasso Franco, Tofani e Di Stefano (due rinforzi romani). Le reti furono segnate da Brancaleone, Sasso, Vorrasi e doppietta di Grieco; reti tutte belle per tecnica e potenza d'esecuzione che, ancor oggi, vengono ricordate dagli sportivi. Diresse l'incontro il signor Grillo di Napoli, arbitro di serie A e B, coadiuvato dai segnalinee Pesce e Lasorella del settore arbitrale lucano di Potenza. Per la prima volta, a distanza di dieci anni dalla creazione del vivaio dei pulcini e boys, il Rionero scriveva il suo nome nell'albo semi professionistico di calcio. La Serie D era ormai cosa fatta ed indescrivibile fu la gioia degli atleti locali, dei dirigenti che venivano ricompensati di tanti sacrifici e dei tifosi entusiasti che pure meritavano quel successo per il loro attaccamento dimostrato in tanti anni a favore della squadra bianconera. Passati i giorni dell'euforia generale, in paese si incominciò a pensare seriamente al campionato di serie D e iniziarono a sorgere le prime difficoltà a livello dirigenziale, poichè non molti erano disposti ad impegnarsi ed assumere in proprio responsabilità precise. Dopo diverse riunioni nella sede sociale e nella sala consiliare del Comune alla presenza del Sindaco Michele Labella, dopo incertezze e indecisioni varie, alla fine di agosto, quando mancava poco tempo all'inizio del campionato, fu formato il direttivo del C.S. Vultur con coopresidenti Corona Pasquale e Michele Labella, direttore sportivo Pallottino Antonio, segretario cassiere il ragioniere Plastino Nicola e avvocato Lopes Nicola, consiglieri Musio Vincenzo, Di Lonardo rag. Mario, Lovaglio Antonio, Traficante Titino, Larotonda Antonino, Policastro Mauro. Si iniziò una massiccia sottoscrizione fra gli sportivi per potenziare la squadra con acquisti in grado di affrontare la serie D, ma la esiguità di tempo e di sufficiente esperienza portò in fretta e furia ad allestire una squadra improvvisata con calciatori presi alla rinfusa senza valide garanzie del loro valore tecnico, sotto la guida dell'allenatore ungherese Kutik, ex di altre grosse squadre italiane fra le quali anche il Bari. Purtroppo il campionato fu, a dir poco, disastroso, con risultati negativi su ogni fronte. La maggior parte dei dirigenti abbandonò la squadra e negli ultimi mesi soltanto Corona rimase al suo posto, insieme con Labella, a portare a termine il campionato, rimettendoci fior di quattrini, con gli elementi locali costretti a subire sconfitte mortificanti come a Bisceglie 9 a 0; 18 a 0 a Martina Franca e 12 a 0 a Macerata, con l'intento di onorare gli impegni di una società che pure aveva un nome ed un passato da difendere. Naturalmente fu inevitabile l'indifferenza degli sportivi, tifosi ed amministratori comunali che portò ad una situazione critica, anche per le disavventure economiche fatte ricadere sui soliti "martiri" come appunto Corona e Labella. Dopo la prima fallimentare esperienza semiprofessionistica della serie D il discorso sportivo-calcistico a Rionero divenne difficilissimo in un ambiente ormai abulico e disinteressato. Soltanto Pasquale Corona non si arrese, continuando a credere nei giovani e nello sport. Così pian piano rimise insieme molti giovani ed alcuni vecchi calciatori che in lui vedevano sempre lo sportivo più autentico, in grado di affiancarli in ogni momento, decidendo di partecipare regolarmente al campionato di promozione 1960/61. Per alcuni anni il C.S. Vultur partecipò con buoni risultati ai campionati regionali schierando una rosa di giovani calciatori piuttosto bravi. Nel frattempo sempre per merito dell'infaticabile Corona fu avviato il N.A.G.C. per l'addestramento dei ragazzi fra i 9 e 12 anni. In quattro-cinque anni la squadra che schierava Giammatteo Donato, Bianchino Michele, Larotonda Gennaro II, Larotonda I, Covella Arcangelo, Petrino Giovanni, Vorrasi Luigi (unico vecchio calciatore) Sacco Albino, Libutti Renato o Solimeno Franco, Corona Mauro, Libutti Antonio o Traficante Matteo con altri calciatori ad alternarsi nei vari campionati come Vitale Gino, Asquino Gerardo, Bocchetti Alfredo, Libutti Giuseppe, Di Fede Pietro, Summa Lucio, Angioletto Labella, Irenze Massimino e le nuove leve Covella Pasquale, Larotonda Lillino, Pinto Michele, Ficarazzi Antonio, Varlotta Pasquale, Cassese Domenico, Pietragalla Lillino e altri a fare già prevedere ottimi risultati, riuscì a riportare in paese un certo interesse verso il calcio. Per alcuni anni fino al 1969 il Rionero diede spazio al vivaio giovanile facendo rinascere l'interesse negli sportivi che ripresero a seguire le vicende della squadra e pensare al futuro sui successi che, da tempo, stava raccogliendo il Potenza Sport Club dalla stagione eccezionale de1 1964/65 quando si classificò V in assoluto nella serie B, dietro al Brescia, Napoli, Spal e Lecco. Nella stagione 1969/70, anche per l'interessamento dell'allora sindaco Brienza Giuseppe, il C.S. Vultur si riorganizzò come società sotto la dirigenza dell'onnipresente Corona e di altri volenterosi come Zaccagnino Donato (divenuto anche Consigliere Regionale della Lega Calcio Lucana), Bochicchio Angelo, Casolino Titino e Armando, Barbaro Paolo, Angelo Moretti cassiere, Lillino Paolino segretario, e soprattutto del vice presidente Curatella Vitino, grande trascinatore e fervente sportivo che avrebbe, dopo non molto, ereditato la dirigenza. La seconda esperienza in serie D, il Rionero doveva farla dopo 14 anni dalla prima, nella stagione 1973/74. Vi arrivò dopo aver nuovamente dato credito ai suoi calciatori costruiti in loco che, grazie ad alcuni campionati di maturazione ed esperienza agonistica, poterono affrontare agli ordini tecnici dell'allenatore Astigiano Romolo Marangolli, una specie di santone del calcio, la competizione piuttosto difficile riuscendo a vincere il proprio girone anche se, nel frattempo, la panchina era stata affidata all'esperto, Francese Antonio della vicina Melfi nella parte finale del campionato 1972/73. In realtà il Rionero aveva già vinto l' anno precedente il campionato di promozione a girone unico ma la vIttoria finale fu assegnata al Venosa ad opera della C.A.F. che, accogliendo il reclamo della squadra oraziana, restituiva 6 punti capovolgendo beffardamente la classifica con il Venosa al I posto, punti 48 ed Il Rionero al II con punti 47. Come per destino, ancora una volta il Rionero dovette affrontare la rivale Bernalda allo Stadio Viviani di Potenza, avendo terminato a pari punti 43 il girone, nello spareggio per aggiudicarsi l'accesso alla serie superiore. Il 21 Giugno 1973 alla presenza di un pubblico meraviglioso, fra bandiere, cappellini, volantini e striscioni bianconeri dei tifosi del Vulture, alle ore 17, agli ordini dell'arbitro sig. Vacchini di Ferrara, le due compagini scesero in campo decise a vincere l'incontro. La partita fu piena di colpi di scena ed emozioni a ripetizione, però rimase bloccata, anche dopo i tempi supplementari, sullo zero a zero. La Lega Calcio Lucana, come da regolamento federale, stabilì che la partita venisse rigiocata la domenica successiva sempre al Viviani di Potenza. Domenica 24 Giugno, ore 17 Stadio Viviani di Potenza. Un colpo d'occhio davvero formidabile: in tribuna i tifosi rioneresi (più di duemila) a sventolare vessilli, striscioni, sciarpe e gran tambureggiare di grancasse, bidoni e piattini; in gradinata invece i sostenitori del Bernalda molto inferiori per numero e per il tifo, poco organizzato. I rioneresi fanno sul serio. Il tifo è infernale: "Alè Vultur", "Vultur sei grande", "Forza Rionero", "La Serie D sarà a Rionero in questo dì!" e le grida sembrano scuotere lo Stadio Viviani forse stupito da un simile baccano, neppure conosciuto durante gli anni ruggenti della serie B. Al fischio d'inizio del signor Ponzuolo di Siena le due squadre, alle grida festose delle reciproche tifoserie, con oltre quattromila spettatori, di cui 3.145 paganti per un incasso di L. 2.200.000, si affrontarono a testa bassa. Poche battute, qualche azione e si capì che da un momento all'altro il risultato poteva essere sbloccato. Così fu infatti al 15' del primo tempo quando su un lancio proveniente dalla metà campo del Rionero, Ficarazzi come un folletto si avventava tempestivamente sul pallone e dalla linea dell'area lo scaraventava in rete con un tiro non forte ma preciso alla sinistra del portiere avversario. Rionero 1 Bernalda 0. Un boato si levò al cielo ed iniziò una vera esplosione di gioia nel settore dei tifosi rioneresi che, a ritmo di samba con canti e urla, continuarono a sostenere incessantemente i propri portacolori fino al termine dell'incontro. Il risultato non cambiò ed il Rionero si laureò campione lucano acquisendo, dopo quindici anni, il diritto a partecipare di nuovo alla serie D. L'undici bianconero si era schierato nel modo seguente: Bancone, Sabino, Varlotta P., Morano, Pietragalla T., D'Adamo Angelo (capitano), Girardi, Barbaro, Ficarazzi, Armignacco (dal 46' s.t. Caggiano), De Nicola; 12°) Ceruzzi, 13°) Caggiano, 14°) Asquino N., 15°) Lapenna N., 16°) Siena (squalificato). Subito dopo 1 'incontro, il trionfo per i calciatori fu davvero enorme in campo e negli spogliatoi dove l'allenatore Antonio Francese, il vice presidente Curatella Vito ed il presidente Corona, in lacrime per la gioia, non si stancavano di abbracciare tutti i ragazzi complimentandosi per la bella vittoria e giustamente festeggiati da tutti. Inutile descrivere le scene di entusiasmo e gioia che continuarono fino a tarda notte nella cittadina del Vulture che dopo 15 anni riassaporava il gusto di un campionato semiprofessionistico rientrando nell'agone nazionale. I titoli dei giornali sportivi evidenziarono l'importanza della vittoria del Rionero "Il Vultur Rionero in IV serie" Ficarazzi, attaccante estroso, a115' ha siglato il gol della vittoria e della promozione. (Il Mattino del 26/6/73), "Dopo quindici anni il Rionero torna in D", Favorita dal gol iniziale, la squadra del Vulture si è votata a un gioco di rimessa. (Corriere dello Sport del 25/6/73), "Rionero (come 15 anni fa) in serie D dopo uno spareggio con il Bernalda" (Gazzetta del Mezzogiorno del 3/7/73), "Grande entusiasmo per la promozione". La vittoria per uno a zero nello spareggio con il Bernalda ha suscitato grande entusiasmo tra gli sportivi di Rionero. Cortei di macchine strombazzanti, sventolio di bandiere bianconere, gruppi di tifosi festanti hanno paralizzato le vie cittadine, testimoniando la solidarietà e il ringraziamento più vivo ai solerti dirigenti che con passione e sacrificio hanno condotto la squadra in serie D, in modo particolare al signor Corona, ricoverato in clinica, cui vanno gli auguri di pronta guarigione" così in breve Leo Vitale sul Corriere dello Sport del 26/6/73. Ed infine i preparativi per la serie superiore che Clemente Carlucci sintetizzava sul Tempo del 2l Luglio '73: "C'è da riorganizzare la società calcistica dopo la promozione. Il Rionero si prepara alla serie D..." Nella stagione 1973/74 il C.S. Vultur riuscì ad organizzarsi meglio, forte dell'esperienza negativa de1 1958/59 per affrontare la serie D in maniera dignitosa. Ci fu una maggiore partecipazione di tutte le forze sociali e politiche con l'amministrazione comunale in primo luogo (L'Amministrazione Comunale, sindaco Brienza e vice Vorrasi, si impegnò oltre all'erogazione di un sostanzioso contributo anche alla ristrutturazione del campo sportivo. Furono rifatti la recinzione interna del terreno di gioco, ampliati gli spogliatoi e l'ingresso principale ed inoltre fu costruita ex novo, in cemento, la gradinata scoperta per duemila spettatori), poi delle piccole e medie industrie locali e dei vari organismi sportivi-ricreativi nonchè una massiccia collaborazione degli sportivi che, con la dirigenza, pensarono di dar vita ad una società sportiva a carattere legale con quote individuali che ogni cittadino poteva acquistare e garantire solidità economica alla squadra ed ai dirigenti che comunque dovevano assumere l'impegno della onerosa gestione amministrativa. Però varie divergenze non portarono alla costituzione della società sportiva legale a partecipazione popolare e le cariche sociali furono assegnate ai vecchi dirigenti Corona e Curatella e ai nuovi Libutti Ins. Luigi, Calice Gennaro, Cutolo Ins. Antonio, Libutti Cav. Luigi, Guido Puleo, Libutti Geom. Antonio, Marziano Ottavio e Brienza Rag. Piero. Il campionato non fu avaro per la squadra Rionerese che, anche se all'ultima giornata di campionato raggiunse la permanenza vincendo in trasferta a S. Maria Capuavetere con il forte Gladiator per uno a zero (rete di Di Pietro al l0 s.t.), aveva epresso un gioco piacevole nei confronti di compagini molto più titolate come il Potenza, Campobasso, Ischia, Cavese, Benevento, Sorrento, grazie all'esperienza del suo allenatore Filippo Calabrese che aveva saputo amalgamare gli uomini a disposizione. La squadra, nella sua formazione base con Baroncini (Lombardi), Todaro R., D' Arcangelo, Siena, Boncori, Rondinelli, Giordano, Cappiello, Di Giovanni, La Salvia, Ficarazzi e le riserve Ceruzzi, Scarpa, Barbaro, Di Pietro, Sabino forse è stata la più competitiva nei quattro anni di permanenza in serie D. Permanenza spesso sofferta dall'intero ambiente e specie dai tifosi che hanno sempre sostenuto e incoraggiato i propri beniamini facendo pesare sull'esito dei campionati il caloroso contributo manifestato, a più riprese, in mille modi. Difficile dimenticare le manifestazioni a sostegno della squdra bianconera ed il coro dei tifosi, divenuto l'inno del C.S. Vultur, che dallo stadio si propagava tutt'intorno a note spiegate:

INNO BIANCONERO

Alè... Vultur , Alè... Vultur , Alè... Vultur! (a voce)
Noi tifosi di Rionero
della D ormai amanti,
oggi che tifiam di più
non vogliamo scender giù.
Tutt'insieme noi gridiamo:
Alè Vultur Forza Vultur ,
sempre in alto tu andrai
se più gol segnerai.
Alè... Vultur , Alè... Vultur , Alè... Vultur! (a voce)
E s' è dura la rimonta
calciatore bianconero,
dai forza alla vittoria
per la gloria del Rionero.
Tutt'in coro ripetiamo:
Alè Vultur Forza Vultur
che in D tu resterai
se con grinta giocherai.
Alè... Vultur , Olè! ! ! (a voce)


Fino al 1976/77 il Rionero partecipò alla serie D alternando dirigenti, calciatori e allenatori come Francese, Zara, Calabrese, Panetti (ex portiere della Roma) e Cecconi Dario. Un'altalena di decisioni a tutti i livelli che testimoniava una politica sportiva riduttiva e superficiale, tesa essenzialmente a creare equivoci fra dirigenti e gli stessi atleti che non poteva portare molto lontano. Dopo la retrocessione in promozione nel 1977 a Rionero ci fu un totale sbandamento per la mancanza di un parco giocatori locali e per la scarsa disponibilità di sportivi disposti a riorganizzare in qualche modo la società. Del resto i dirigenti impegnati economicamente con la passata gestione semiprofessionistica, più di tutti il commissario unico Cutolo Antonio, a giusta ragione, pretendeva di rientrare in parte del danaro impiegato vendendo i calciatori richiesti e pertanto impossibilitato a cedere di punto in bianco la dirigenza del C.S. Vultur. Non mancarono trattative fra alcuni volenterosi amanti del calcio e gli amministratori comunali per tentare di risolvere, in nome del calcio rionerese, la questione e garantire una comunità sportiva. Dopo varie riunioni e convocazioni presso il comune, alla presenza dell'assessore incaricato Bianchino Giovanni, su indicazione di Curatella Vito, Barbaro Paolo e anche Don Pasquale Corona, il figlio Mauro assunse la carica di commissario unico della Vultur. Qualche mese di lavoro per ristrutturare le fila della società e ricucire un po' gli interessi degli sportivi fu indispensabile per decidere la partecipazione al campionato regionale lucano di promozione. Si nominò presidente CuratellaVito con la stretta collaborazione di Piccolo Michele, Lapadula Michele, Moretti A., Di Lonardo Antonio e fratello Dino, Mauro Corona, Clemente Carlucci, ed altri; il C.S. Vultur iniziò il campionato facendo leva come in passato, sui calciatori locali messi insieme all'ultimo momento ma in grado di difendere decorosamente i colori sociali. Un campionato di transizione non inutile in quanto servì a gettare le basi, per un rilancio definitivo del calcio a Rionero, da tentare il più presto possibile. Rilancio che avvenne nella stagione 1978/79 quando i principali responsabili Curatella Vito, presidente; e Piccolo Michele, vice presidente, potenziarono l'undici bianconero con diversi acquisti di bravi calciatori pugliesi come D'Addosio, Sisto, Leuzzi, De Leo e il capocannoniere Di Natale Vito (44 reti). Infatti il C.S. Vultur disputò un eccellente campionato riuscendo a vincerlo con 8 punti di distacco sulla seconda, il forte Pro-Matera, grazie all'apporto tecnico dell'esperto allenatore Calabrese Filippo, già alla guida della Vultur ne11973/74 in serie D, ed alla bravura della formazione che schierò i seguenti elementi: Leuzzi, Gesuito, De Leo, Mazzone, Traficante D. Di Sisto, Di Cristo, Lapenna R., Di Natale, Ronco, D' Addosio con altri validi elementi a completare la rosa e alternarsi durante il torneo come Lombardi, La Greca, Accettura, De Nicola e Cratere Claudio. Il Rionero così per la terza volta nella sua lunga storia riacquista il diritto a partecipare al campionato di serie D. Però i tempi erano diversi dai precedenti; non più l'entusiasmo delle altre promozioni semiprofessionistiche; non più l'interesse degli sportivi e sostenitori e neppure degli amministratori comunali. Sembrò un fatto isolato e disinteressato come se il calcio a Rionero fosse una pura e semplice questione privata. Strano ma vero! Con tali presupposti, il campionato di serie D nel 1979/80 si svolse nella completa indifferenza ed apatia generale, nonostante gli sforzi dei dirigenti Curatella e Piccolo diretti a sensibilizzare l'opinione pubblica intorno al problema della squadra che pure non sfigurava affatto. Coincidenze e fattori negativi nel . prosieguo del campionato si accavalleranno e, come spesso accade in simili circostanze, il C.S. Vultur sfortunatamente all'ultima giornata di calendario vide svanire la permanenza in serie D e retrocedette in promozione. Quasi contemporaneamente, il 3 maggio 1980 si spegneva in una clinica romana Don Pasquale Corona. Il C.S. Vultur ha continuato, presidente Curatella, anch'egli un vero malato del calcio, a partecipare senza infamia e senza lode ai campionati regionali di promozione lucana per altre due stagioni fino all'annata calcistica 1982/83. Per altri due anni, anche Curatella è stato visto, non so per quali motivi, come un despota e messo da parte da alcuni giovani dirigenti che, nonostante la buona volontà e l'impegno personale (vedi Verde Michele, Brenna Nicola) non sono riusciti a dare un volto nuovo alla società e una mentalità diversa per programmare un futuro sportivo all'altezza dei momenti attuali. Le ultime due partecipazioni al Campionato Nazionale Dilettanti alle stagioni 1992/'93 (girone Calabrese, Siciliano e Campano) e 1993/'94 (girone Pugliese, Molisano, Campano) con in entrambe le circostanze due onorevoli salvezze conseguite senza particolari patemi d'animo, dopo aver disputato due discrete stagioni dove non sono mancate soddisfazioni e momenti di gloria. Proprio alla fine della sopra menzionata ultima stagione, dopo una meritata e sofferta permanenza, subentrarano gravi carenze economiche e deficit societario, situazione che costrinse purtroppo l'allora società a gettare la spugna e a rinunciare clamorosamente alla seguente stagione nei Dilettanti Nazionali, tra lo stupore generale e la grande scioccante delusione degli Sportivi Rioneresi. Tifosi che non hanno dimenticato e che non si danno pace per tale rinuncia che costò un "ripescaggio " in Eccellenza per meriti sportivi e notevole perdita di immagine. Pubblico che ancora oggi, dopo essere stato sempre numeroso, caloroso in casa e in molte trasferte, sembra non credere più ad un eventuale ritorno nella serie "D". Gli ultimi tornei disputati non hanno offerto incoraggianti riscontri, tramutandosi talvolta addirittura in rincorrere il minimo obiettivo raggiungibile, ossia conquistare con pieno merito una onorevole permanenza. Qualche anno fa una stagione sportiva nata senza particolari ambizioni è invece scaturita in un vero e proprio boom, un insperato exploit che ha regalato agli sportivi rioneresi uno dei più esaltante tornei in assoluto. Nata sotto le migliori intenzioni di una coraggiosa e intraprendente società, con il fermo intento di rendersi protagonisti e pionieri nella valorizzazione di tante realtà di sicuro valore della zona, offrendo un valido e aleatorio trampolino di lancio per un nugolo ben affiatato di diciottenni di belle speranze molto energici e combattivi, soprannominati "i baby terribili", è stata l'autentica rivelazione del campionato 1998/99, suscitando invidie e ammirazione da ogni parte, specie per la giusta politica societaria e gli obiettivi non "esterofili" di pescare "campioni" altrove e ritrovarsi tra le mani "mercenari " onerosi con costi di bilancio troppo esorbitanti e senza garanzie per il futuro. Il progetto, portato avanti da validi dirigenti e dall'allora presidente Donato Macchia, ha avuto il suo punto di riferimento nell'ottimo lavoro preparatorio e gestionale del mister Tommaso Lotumolo, già protagonista in un recente passato di ottime affermazioni anche a livello extraregionale, nell'esperienza maturata a diretto contatto con i giovanissimi protagonisti di questa indimenticabile avventura, tutti provenienti da una ammirevole scuola calcio. E' stato un campionato esaltante, un valido e duro banco di prova per i bianconeri nella difficile e impegnativa kermesse dell'Eccellenza lucana, ma alla fine è prevalsa la caparbietà di una squadra composta da un gruppo di grande valore che annovera diversi elementi di sicuro avvenire (ne è testimonianza la convocazione di ben sette unità nella rappresentativa regionale) che hanno saputo conquistare con pieno merito un posto d'onore in un tirato ed equilibratissimo torneo, dove erano diverse le pretendenti alla vittoria finale con organici di tutto rispetto in un continuo testa a testa. In quella stagione agonistica i bianconeri riuscirono a chiudere il torneo a una sola lunghezza dal Ferrandina campione di Eccellenza lucana, con la soddisfazione (e un sottile rammarico) di aver "sottratto" ben quattro punti su sei ai diretti antagonisti nei colifronti diretti. Solo quattro sconfìtte peraltro evitabili,in trenta gare disputate. Migliori attacco (62 reti) e difesa (16 reti), differenza reti e maggior numero di vittorie conseguite (19 su 30 - quest'ultimo primato alla pari con il Ferrandina) . E' stata questa l'ultima apparizione gloriosa dei bianconeri negli ultimi anni. A Rionero si vuole tornare ai livelli interregionali al più presto, anche perchè la passione è grande e la storia calcistica lucana reclama a gran voce una importante protagonista del passato.

 
 
Flyer che inneggiava a sostenere laVultur anno 1973.
     
                 
 
La Formazione del 15/05/1958 che raggiunse la IV serie
   
             
   
La Formazione che raggiunse la serie D al Viviani nel 1973.
           
                     
         

Formazione della partita con il Campobasso pareggiata per 0 a 0 il 27/01/1974.

           
                         
         
Formazionedella stagione calcistica 1964/'65.
 
La Formazione nella stagione calcistica 1967/1968.
         
                       
       
La Formazione nella stagione calcistica 1971/'72.
         
                       
         
Formazione tipo del 1974.
 
Formazione tipo del 1983/'84.
     
     
 
Il Rionero nella formazione del 1993/1994.
     


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