Rionero in Vulture prende il nome dal monte omonimo, ex vulcano spento che la sovrasta dai suoi 1350 metri di altezza; sorge a nord di Potenza, capoluogo della regione Basilicata, una delle meno popolate d'Italia. Si estende su due colline ai piedi del Vulture: il Calvario e la Costa, limitato da tre arterie principali. Una, staccandosi dalla vecchia nazionale appulo-lucana, scende giù fino alla stazione ferroviaria (attuale via Roma), l'altra sulla destra, si spinge fino ad Atella e valle di Vitalba; queste, dove sorgeva un tempo la caratteristica fontana "posto di Atella", (ora edificio Scuole elementari), vengono intersecate dalla terza importante arteria che porta al serro di San Francesco, sì da formare un triangolo irregolare con una superficie di circa mq. 700.000 ed una lunghezza perimetrale di quasi Km 4,000 fra Barile, Ripacandida e Atella, un po' più distante, verso nord-ovest, Monticchio, sua frazione con i meravigliosi laghi e la sua natura cantata da sempre, persino da Orazio FIacco. In questa area che, di giorno in giorno, si nutre di nuovi insediamenti urbanistici, 'tira a campare e muore' una popolazione di circa 15.000 anime che a fondo valle, in Piazza Giustino Fortunato, una volta Piazza del Popolo, ed in Via Nazario Sauro, sua diramazione naturale, parlano, si incontrano e vivono quotidianamente i loro problemi, sottolineati dai rintocchi severi dell'antico orologio della Costa, che ha compiuto cento anni ne1 1988. L'economia, un tempo prevalentemente agricolo-pastorale, poggia oggi anche sull’attività terziaria con le sue piccole e medie industrie artigianali e delle acque minerali, nonchè del meraviglioso "Aglianico del Vulture" (Vino D.O.C.) prodotto da alcune case vinicole. Da sottolineare, un fiorente commercio con i paesi limitrofi, grazie alla sua posizione centrale, sì da abbracciare un vasto circondario di oltre cinquantamila abitanti. Molti i fatti importanti, tra i quali "il brigantaggio" con Carmine Donatello detto Crocco ed i personaggi, tra cui l'insigne matematico Michele Granata, il famoso meridionalista Giustino Fortunato e i valorosi militari come i generali Giuseppe Pennella, Nicola Russo e Aurelio Cappiello, che hanno contribuito alla evoluzione storico-politica di Rionero che, da tantissimi anni, vive il dramma dell'isolamento e della miseria economica, sociale e culturale. Fatalità, destino o semplice disinteresse degli organi centrali? Una cosa e certa: Cristo si è fermato proprio a Eboli? Eppure gli ultimi anni del secolo scorso, nonostante la intransigenza e l'ottusità del governo italiano finalmente unificato, sembravano riservare a questa zona un grande progetto. Il 21 settembre del 1897 si inaugurava il tronco ferroviario Rionero-Potenza in aggiunta a quello Rocchetta S. Antonio – Rionero, che completava l'ambizioso disegno delle 'Ferrovie ofantine', animosamente sostenuto dal figlio più illustre di Rionero: Giustino Fortunato. Tale disegno doveva segnare una svolta storica per lo sviluppo e il rilancio di tutta la zona. Invece, così non è stato ed ancora oggi, ad un secolo di distanza, la famosa "Questione Meridionale" sulla ingiustificata, incredibile differenza socio-politica ed economico-culturale fra l'ltalia Settentrionale e quella Meridionale è viva e vegeta. Così, di giorno in giorno, i problemi esistenziali aumentano: disoccupazione, non industrializzazione, mancanza di strutture e di servizi socio-sanitari, impoverimento culturale, fanno di Rionero e del circondario un carrozzone trainato stancamente dalla dannosissima, lentissima burocrazia di stato. Le idee e le opinioni hanno la loro importanza, ma non bastano. Occorre ben altro, necessitano volontà politica e responsabilità operativa per evitare la morte forzata di comunità che pure vogliono riscattarsi in un’ottica di dignità e consapevole maturità. Speriamo ardentemente che non debba passare un altro secolo per vedere un Sud uguale al Nord. Ma speriamo soprattutto che non debba passare ancora un secolo per una maggiore coscienza sociale e crescita culturale-politica in questa zolla dove Giustino Fortunato e Francesco Saverio Nitti sono stati e sono tuttora i punti di riferimento insostituibili nell’evoluzione storica di tutto il nostro Meridione. Che finalmente possa essere spazzata via la paura di un’eterna "Waste Land" deserta e desolata, povera e bistrattata senza alcuna prospettiva di reale sviluppo per le nuove generazioni che hanno diritto ad una vita diversa, migliore! La nostra storia dello sport, che abbraccia quasi un secolo, vuole presentare alcuni aspetti sconosciuti alla maggior parte, sottolineando la grande volontà, la forza d'animo e spirito di sacrificio che sempre hanno sorretto gli uomini capaci e sensibili alla problematica di una collettività che ferma non è mai stata e che, quando le occasioni sono state propizie, ha dimostrato a pieno la sua incredibile vitalità nonchè capacità di voler operare seriamente in tutti i campi, dall'agricoltura alla piccola industria, dalle iniziative culturali a quelle imprenditoriali, da quelle sociali a quelle politiche, pur di contribuire allo sviluppo generale del paese e del suo circondario che, a dispetto di una terra povera e avara, offre tante ricchezze artistiche, culturali, turistiche e paesaggistiche ai più ancora sconosciute ma di grande valore e interesse.

 
   
 
Il Vulture l'antico vulcano(1350mt) che dà il nome al paese.
   
           
     
 
Il Palazzo Giustino Fortunato in una foto del 1900.
     
           
     
   
Uno scorcio di Palazzo Catena oggi sede del Municipio, in una foto del 1950.
     
           
 


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